Aprire un sito per vendere i propri prodotti online

Aprire un e-commerce oggi è diventato facilissimo. Ci sono soluzioni economicamente vantaggiose, alcune perfino gratuite e ci sono i marketplace.
Ma prima di tutto questo, le domande da porsi sono: mi conviene vendere online? E, se mi conviene, dove e come vendere online?
Il tutto dovrebbe partire da un processo di analisi, da uno studio di fattibilità, da una chiara strategia di posizionamento.
Una premessa è però d’obbligo: quando si parla di fare e-commerce non si parla di progetti a breve termine.
Tutto inizia con il processo di analisi.
Valutiamo il nostro mercato online, la presenza (e in quali termini) dei nostri competitors: i prodotti sono proprio gli stessi? Sono presenti con linee complete? I prezzi di vendita da questi applicati come sono? Possono esservi marginalità per noi?
Non dimentichiamoci di leggere i commenti degli utenti: cosa chiedono? Quali sono le domande più critiche? Siamo in grado di far fronte alle loro esigenze?
Con la conclusione del processo di analisi, possiamo iniziare ad avere le idee un po’ più chiare per capire se vendere online per noi possa ritenersi vantaggioso.
Ecco, se ci rendiamo conto che i nostri prodotti non sono differenziati da quelli proposti dalla concorrenza, e se non possiamo offrire prezzi competitivi perché manchiamo di marginalità, forse vendere online potrebbe non essere la scelta giusta.
Se si deciderà di vendere online, si potrà procedere con il definire il nostro posizionamento commerciale, definendo quella che è la nostra value proposition.
Definire la nostra value proposition è fondamentale: questa ci differenzia dalla concorrenza e ci permetterà di essere preferiti a questi.
Ecco, se la nostra value proposition non è definita o se non ci differenzia dai nostri concorrenti, forse vendere online potrebbe non essere la scelta giusta.
Nel caso si sia definita una value proposition valida, possiamo passare a definire il nostro piano di marketing, cioè a definire il budget da investire, i canali in cui essere presenti, definire le nostre KPI.
Parliamo di budget. Nel definire il nostro studio di fattibilità, avremmo dovuto già capire quale sia il budget richiesto per raggiungere il nostro break even.
Spesso, ci renderemo conto che questo budget dovrà essere rivisto…quasi sempre al rialzo.
Qualunque attività si vada a svolgere online per promuoverci, questa comporterà un costo e una diversa ripresa dell’investimento.
Ecco, se sai che non hai budget, forse vendere online potrebbe non essere la scelta giusta.
Alternative, se disponiamo di poco budget, ma crediamo che la nostra value proposition sia valida, potrebbero essere le seguenti:
1) Iniziamo a vendere sui marketplace. Ti ricordo che non esistono solo Ebay e Amazon, ma ci sono tanti altri marketplace dove poter essere presenti, esempio: se vendiamo scarpe si potrebbe decidere di vendere su Spartoo o, se vendiamo elettronica, su Eprice. I costi di ingresso sono solitamente contenuti, ed è importante avere marginalità poiché le commissioni sul venduto solitamente non sono basse.
Colgo l’occasione per sfatare un altro mito. Per vendere online non è necessario avere una propria piattaforma, un proprio sito dedicato alla vendita. Nel definire il nostro piano di marketing, avremmo infatti potuto decidere di lavorare esclusivamente sui marketplace e non attraverso una piattaforma propria.
Esempio pratico: se vendiamo pezzi di ricambio auto, durante la nostra analisi preliminare, ci saremmo resi conto come questo mercato sia strategico su ebay, e quindi decidere di vendere qui potrebbe essere la scelta giusta.
Resta valido quanto detto prima: dobbiamo conservarci una certa marginalità pur rimanendo competitivi nei prezzi.
2) Potremmo risparmiare sulla realizzazione della piattaforma, adottando soluzioni come Shopify. Ma in questo caso il budget per la parte promozionale dovrebbe comunque essere previsto.
Altra alternativa per chi dispone di poco budget potrebbe essere quella di concentrarsi esclusivamente su una nicchia.
In questo caso l’impiego del poco budget disponibile potrebbe essere ottimizzato. Attenzione però nel valutare la nicchia, perchè questa potrebbe rivelarsi troppo limitata e poco profittevole.
Infine, ti ricordo che quando gestiamo un e-commerce, oltre a tutto quanto detto fino a questo momento, è fondamentale un’altra tipologia di risorsa.
Mi riferisco alla risorsa umana. Sono necessarie persone dedicate al progetto, che stiano sempre sul “pezzo”…ci vuole chi possa seguire: la parte commerciale, il marketing, l’aggiornamento dello shop, la logistica, il servizio clienti.
Ecco, se non siamo in grado di dedicare persone a tempo pieno sul nostro progetto e-commerce, forse vendere online potrebbe non essere la scelta giusta.

Detto tutto questo, non voglio portare nessuno a desistere nel aprire un e-commerce, ma se vogliamo farlo seriamente, se vogliamo farne un business profittevole, questi elementi nella nostra ricetta non possono mancare.

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