Consulente SEO, cosa fa e come si svolge la sua consulenza

Vediamo come un consulente SEO, può aiutare il tuo sito o il tuo e-commerce a ricevere più visite e a vendere di più grazie a un miglior posizionamento.

Ho un e-commerce ma non vendo, ho un sito aziendale ma riceviamo pochi contatti…sono queste le cose che chi fa il mio lavoro sente ripetere spesso. Tutto questo è normale se il sito non risulta visibile nelle prime posizioni del motore di ricerca.

Ottenere traffico, in target, sul proprio sito è fondamentale e questo si ottiene attraverso alcuni canali, tra i quali la SEO. Per farla semplice (anche se semplice non è) un consulente SEO lavora al posizionamento dei nostri siti sui motori di ricerca, rispetto a specifici argomenti e keyword.

Facciamo un esempio:

Cerco su Google “scarpe uomo sportive”

La serp (i risultati di ricerca) si presenta così:

Consulente SEO e serp organica

Il risultato riportato nel quadrato rosso è frutto del lavoro di una buona SEO.

Come prima cosa direi che un consulente SEO deve essere una persona estremamente curiosa, una persona a cui piace sperimentare. Ancora, un bravo consulente SEO sa che ogni giorno dovrà impiegare un po’ del suo tempo allo studio e all’aggiornamento, in questo settore le cose cambiano molto rapidamente, quello che ieri poteva funzionare oggi potrebbe non funzionare più.

Quindi vediamo nel concreto come opera un consulente SEO.

Diciamo subito che ogni consulente che si occupa di posizionamento, ha un proprio metodo di lavoro, quello qui riportato è il mio.

Quando mi viene richiesto di lavorare al posizionamento di un sito web, la prima cosa che faccio è chiedere al mio cliente di raccontarmi quello che fa, ma in modo specifico di raccontarmi quali sono i suoi obiettivi e il suo piano strategico e operativo per raggiungerli. Questo è importante poiché la SEO deve integrarsi in tutto questo, ogni azione strategica o operativa in campo SEO se slegata da tutto il resto non ha senso.

Chiedo di capire chi sono i clienti…le famose buyer personas di cui tanto si parla.

Non dovete pensare che tutto questo sia scontato, vi sorprenderebbe vedere quanti non abbiano idee molto chiare e di piani strategici e operativi, neanche a parlarne.

Una volta acquisite queste prime informazioni, procedo solitamente con un’analisi di settore, poniamo il caso che il nostro cliente venda “stampe su tela”, mi interessa capire, da una parte, come le persone cerchino online questo prodotto e dall’altra chi sono i nostri competitor e su cosa questi puntino.

Un consulente SEO, utilizza diversi strumenti online per poter procedere con le sue analisi, ma soprattutto deve essere in grado di leggere e interpretare nel giusto modo i dati raccolti. Per esperienza vi posso assicurare che i soli strumenti, se pur fondamentali, non bastano, questo perché i dati che ci vengono forniti sono tanti e il rischio è quello di perdersi in questi.

Attraverso strumenti come Google trends, possiamo capire quale è l’interessi intorno a un determinato argomento, così come la stagionalità di un determinato prodotto.

Si può passare poi a strumenti come Seozoom, SEMrush o Ubersuggest, che svolgono un ruolo fondamentale e che dovrebbero utilizzare tutti i consulenti SEO. Questi strumenti ci permettono di ottenere una grande quantità d’informazioni, che se ben analizzate e gestite ci aiuteranno a fare un buon lavoro. Ci permetteranno di capire quali sono i diversi termini di ricerca utilizzati da i nostri potenziali utenti, scopriremo termini a cui non avevamo pensato, analizzeremo i siti dei competitor e capiremo come si stanno muovendo e su cosa stanno puntando.

Conclusa questa prima parte di analisi, dopo aver fissato i nostri obiettivi, aver compreso i termini di ricerca su cui puntare, possiamo passare a un’analisi tecnica on site.

Anche se un consulente SEO non deve essere per forza un programmatore, dovrebbe conoscerne almeno le basi, tutti i consulenti SEO infatti, se non operano direttamente a livello di programmazione, avranno bisogno di confrontarsi con un programmatore a cui demandare alcune operazioni e come in ogni cosa…parlare la stessa lingua aiuta.

Ecco una lista di alcuni dei principali controlli che un bravo consulente SEO andrà a fare sul sito da posizionare (essendo questo un articolo su chi sia e quali funzioni svolga un consulente SEO, non andremo ad approfondire tutti gli elementi).

  • Presenza del file robots.txt

Il file robots indica ai crawler dei motori di ricerca di quali sono le parti di un sito web da scansione. I motori di ricerca verificano in modo regolare il file robots.

  • Presenza di una sitemap

Aiuta a far conoscere a un motore di ricerca come Google, la struttura di un sito web.

  • Controllo di title e description

Il title rimane, sul fronte on site, uno dei più importanti elementi lato SEO, aiuta i motori di ricerca a capire quale sia l’argomento trattato in una determinata pagina. Dovrebbe contenere sempre la parola chiave di riferimento e rispettare una determinata lunghezza massima.

Due sono invece le funzioni principali della description, la prima e una sorta di riassunto del contenuto della pagina, un motore di ricerca come Google potrebbe prenderla in considerazione per cercare di meglio comprendere l’argomento della pagina, la seconda funzione è invece legata agli utenti. Una description più coinvolgente, mostrata in serp, dovrebbe spingere più utenti a fare click e visitare le nostre pagine.

  • Utilizzo H1

L’H1 dovrà essere rappresentativo della pagina, dovrà essere posto a inizio pagina e contenere la keyword principale. Le keyword secondarie potranno essere riportate utilizzando gli H2, H3…H4, cioè i sottotitoli dei vari paragrafi che andranno a dividere il contenuto della pagina e che ne andranno a migliorare la lettura.

  • Ottimizzazione delle immagini

Le immagini sono importanti per gli utenti, in quanto una immagine rappresentativa può fin da subito far comprendere l’argomento della pagina, ma sono importanti anche lato SEO.

1) Il nome dell’immagine dovrà essere esplicativo, esempio: scarpe-rosse-prada.jpg
2) Dovrà essere stato compilato l’attributo ALT, esempio: “scarpe di Prada di color rosso”
3) Il peso delle immagini dovrà essere contenuto

  • Formato URL

Controllo sulla struttura degli URL, esempio: www.miosito.it/scarpe-prada-rosse.html e non www.miosito.it/id=2313.html

  • Controllo uso dati strutturati

Per alcune tipologie di dati (esempio le ricette), Google da la possibilità di utilizzare alcuni snippet per riportare in serp alcune informazioni, migliorandone così la visualizzazione.
Se vi sono dati strutturati che possono essere utilizzati nel settore che stiamo analizzando, meglio farlo.

  • Utilizzo del canonical

Questo elemento aiuta a prevenire problemi di duplicazione, viene specificata la versione “canonica” o “preferita” di una pagina Web nel caso vi fossero due pagine simili o identiche.

  • Utilizzo dell’hreflang nel caso di siti multilingua

Nel caso ci trovassimo di fronte a siti multilingua, si dovrebbe eseguire un controllo sull’utilizzo dell’’hreflang. Attraverso questo tag, diciamo al motore di ricerca che, per fare un esempio, oltre alla lingua italiana, esiste una stessa versione di quella pagina ma tradotta in un’altra lingua.

  • Controlli lato mobile

Oggi in molti settori il traffico mobile rappresenta il 70/90% del traffico, diventa quindi essenziale controllare lato SEO, che il nostro sito risponda in modo ottimale, sui diversi dispositivi, un consulente SEO non può quindi tralasciare questo aspetto. Quando si progetta un sito web sarebbe opportuno partire proprio dal mobile.

Soprattutto su siti di grandi dimensioni, eseguire questi controlli senza strumenti potrebbe non essere fattibile. Vi consiglio di utilizzare Screamingfrog per eseguire i controlli di cui abbiamo parlato.

Controlli esterni al sito
Oltre i controlli interni (on site) quello che deve fare un bravo SEO professionista è un controllo sui becklink. Quando parliamo di backlink parliamo di link esterni che puntano al sito che stiamo analizzando. Deve essere valutata non solo la quantità di questi link ma soprattutto la loro qualità. Questa cosa può rilevarsi non semplice, e il tempo richiesto per poter procedere con l’analisi potrebbe essere non breve se ci troviamo di fronte un sito che riceve molti link in entrata.

Visto quante diverse attività (e non sono tutte) deve svolgere un professionista della SEO?

Altri strumenti SEO: Google Analytics e Google Search Console.
Questi due strumenti sono assolutamente da prendere in considerazione, poiché riportano i dati reali del sito che stiamo analizzando, il problema, riscontrato in tanti anni di attività SEO  è che molti non dispongono di questi strumenti o risultano male configurati. Quindi, va sempre richiesto al cliente se vi siano, ma dobbiamo essere in grado di far fronte alla nostra analisi SEO anche quando questi dati sono assenti o parziali.

Molti mi chiedono quanto possa durare un’attività SEO. Per quanto mi riguarda, credo, che un’attività SEO non possa durare meno di 12/24 mesi. Parliamo di attività di lungo periodo, i cui frutti sono diluiti nel tempo…La SEO non ammette la fretta!

Quanto costa un consulente SEO?
In linea di massima, il costo di una consulenza SEO, può variare tanto in relazione al settore, alla grandezza del sito su cui si deve lavorare, dall’esperienza del professionista SEO. Generalmente vengono proposti dei canoni mensili in relazione alla durata del contratto. Possiamo avere canoni mensili di 250€ a salire.

Gianluca

Sono un consulente SEO, advertising e affiliate marketing. Lavoro per far crescere e-commerce e portali dedicati alla generazione di contatti commerciali (lead generation). Ho operato, in proprio e per conto di agenzie, nel settore food e non food, prodotti personalizzati, automotive, energia, servizi finanziari, trasporti, turismo, sia in ambito B2C che B2B --> CHI SONO
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